Novità dal mondo dei Croupier
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COSA PROVA UN CROUPIER ALLA PRIMA ESPERIENZA.....
La mia prima volta al tavolo....Altra casa, altra città, altra nazione.... fuori è già buio ma non lo sai, perché in quell’edificio ci sei da ore. Ci sei entrato con la paura, le gambe tremolanti, gli occhi rossi dal bruciore per le ore di sonno mai necessarie. Fuori è buio e comincia a fare freddo. “Cazzo” pensi “come farò a tenere il senso del tempo senza orologio?”. Perché tu non ce l’hai, e nemmeno cellulare, portafoglio, chiavi… niente. Guardi intorno le luci, la moquette rossa, le slot che emanano luci e suoni, il bar troppo elegante per essere un bar. Vedi qualcuno entrare, dirigersi verso uno dei tavoli azzurri davanti a te.
CLAUDIO GALARDINI(CROUPIER)
Pensi al tempo, alla luce, al freddo e al caldo, alla nuova città, alle nuove persone, ai nuovi locali. Pensi ai primi drink e alle prime amicizie fatte. Pensi alle ragazze, ai colleghi, chiedendoti chi ti porterà lontano. Pensi ancora a quello che hai lasciato. E ti accorgi che ti mancano alcune persone, alcune brave persone che hanno segnato la tua vita, e da lontano ancora la segneranno. A chi ti vuole bene, e solo ad alcune di quelle a cui vuoi o hai voluto bene. E ti accorgi di sorridere, di essere finalmente sereno, felice… là dove volevi essere. E mandi al diavolo ex ragazze, persone sgradevoli, finti amici, vuote nell’animo oltre che nella sensibilità. E il tuo cervello sà già chi salvare… chi portarsi dietro in questa tua nuova e, tu lo desideri, lunghissima avventura.
La gente entra, le luci, i suoni, il buio e il freddo fuori a te ignoti…. Ed ecco che la senti: calda, vibrante per il cuore… la voce del tuo ispettore che dice: “vai”. E tu vai, prendi, ti accosti al tuo collega che a volte è pure un tuo amico, magari proveniente da una qualunque città italiana che ha vissuto con te l’inizio di questa avventura, e chissà quanto ne condividerà ancora.
Gli appoggi una mano sulla spalla, ma in realtà è lui che lo sta facendo a te come per dire “ci siamo… tocca a te”. Sorridi nervosamente, ti metti davanti al panno già inesorabilmente pieno di fiches. Con 4 giocatori al tavolo che ti guardano come faine su uno scoiattolo inerme. “Speriamo di non fare stronzate” ti dici, ma sai già che ne farai. Eccome se ne farai…. E ti vorrai buttare giù dalle scale, battere la testa nel muro… gridare e bestemmiare contro te stesso.
Pensi questo, ma intanto la mano va sulla pallina, entra nella ruota, e muove il polso. La pallina gira, e in quei fottutissimi e magici primi 18 secondi guardi il panno, con la faccia ebete, e i giocatori. Loro, le faine, ti guardano e sentono l’odore “della prima volta”. Sorridi ancora. Odi la pallina scendere e con un filo di voce dichiari “No more bets thank you”.
La pallina cade. Pensi a cosa fare, ti chiedi i pagamenti, ti tremano le mani e il sangue nelle vene. Hai caldo. La tua uniforme, perfetta, diventa stretta e scomoda. Guardi il panno pieno di fiches fino all’inverosimile e pensi che come prima volta non c’è male. Come il sesso: splendido, magico, soffuso, che ti fa provare piacere ma ti fa essere allo stesso tempo nervoso”. Poi guardi la ruota, il numero… sì, è il 36 rosso. E’ la tua prima volta, la tua prima fottutissima volta. Guardi il panno: sul 36 rosso non c’è neppure una fiches. E pensi a chi ti ha voluto male mandandolo al diavolo, pensi a chi ti vuole davvero bene… pensi che sei dove hai sempre voluto essere, facendo quello che hai sempre voluto fare. E pensi che per fare stronzate c’è ancora tempo….

